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BITCOIN 10 ANNI DOPO...

Pubblicato da Baldo in FINANZA · 2/11/2018 18:16:00
Non sarà il sistema più sostenibile del mondo, ma quello disegnato dal misterioso Satoshi potrebbe sfociare in un nuovo ordine economico basato sulla disintermediazione totale. Oppure trasformarsi nell’incubo di una delle più grandi truffe della storia economica globale, un enorme schema Ponzi destinato a lasciare il cerino in mano agli ultimi arrivati.
Poco più di due mesi dopo, a inizio 2009, vedeva la luce il genesis block, il primo mattoncino della “catena dei blocchi” di bitcoin, dentro al quale Satoshi aveva inserito un titolo del Times - «Il Cancelliere sta preparando un secondo salvataggio per le banche» -, che preannunciava un nuovo intervento di sostegno a un sistema finanziario globale in avvitamento all’indomani del fallimento di Lehman Brothers. E che il bitcoin, stando alle intenzioni, avrebbe reso del tutto superfluo.
A dieci anni di distanza Bitcoin esiste ancora, a dispetto delle peggiori previsioni. E questo è un dato di fatto. La prima quotazione di bitcoin risale all’ottobre 2009: allora con un dollaro si potevano comprare 1.309,03 bitcoin, il che significa che la criptovaluta valeva neanche un decimo di pence. Oggi la quotazione oscilla da mesi tra 6.000 e 7.000 dollari, con una stabilità del tutto anomala per uno strumento abituato a una vita sulle montagne russe. Proprio un anno fa stava esplodendo sotto la spinta di un'ondata speculativa – o di una manovra costruita per manipolarne i prezzi, come sostengono in molti – che l'avrebbe portata a metà dicembre a sfiorare i 20mila dollari, per poi dimezzare il valore in un mese.
D’altra parte con una volatilità del genere difficile che possa candidarsi a essere uno strumento di pagamento affidabile. Provate a chiedere allo sviluppatore che nel 2011 fece la prima transazione fisica comprando due pizze per 10mila bitcoin, che oggi varrebbero la bellezza di - milione più, milione meno - 64 milioni di dollari! Tanto più che il meccanismo di consenso e certificazione della blockchain rende il sistema piuttosto lento e costoso in un mondo di denaro che si muove ormai praticamente in tempo reale.
Ma anche come investimento si continua a confermare un mercato potenzialmente ad alto rendimento e altissimo rischio. L’anno scorso la paura di perdere il treno dei facili guadagni ha spinto molti risparmiatori sprovveduti a saltare sul carro in corsa, con il rischio concreto di vedere i propri risparmi volatilizzati.
Il boom di bitcoin ha trascinato l'intero comparto delle criptovalute cresciute a dismisura. Oggi sono più di 2.000 la monete quotate, stando al censimento di Coinmarketcap, con una capitalizzazione complessiva attorno ai 220 miliardi di dollari, la metà dei quali attribuibili proprio al bitcoin, dopo aver toccato un picco di oltre 800 miliardi a inizio anno. Alcune valute hanno perso fino al 90%, altre non esistono più.
(Fonte: Pierangelo Soldavini - Il Sole 24 Ore - mercoledì 31 ottobre 2018)




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